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June 26 dalle memorie di una ghianda confusaDalle memorie di una ghianda confusa C’era una volta una giovane ghianda,viveva in una dispensa angusta nell’incavo di un tronco. Nel suo spazio i suoni erano pochi e sembravano per questo molto forti… Aveva memoria di molte sorelle a fargli compagnia ma dopo il gelo a poco a poco si faceva sempre piu’ spazio vuoto attorno e un inquietudine si palesava sempre piu’ forte in lei. . . .
sognava una vita vissuta ,sognava di viaggiare di conoscere luoghi mai visti,di esplorare . . . e infine sognava il calore del sole che anticamente aveva conosciuto. . . .
Attendeva come una regina nella segreta del castello, una mano liberatrice. Fu cosi’ che al primo raggio di sole in quel tempo(il secondo giorno del fiorire dei crochi ) rabbrividi’ nel sentire una brezza leggera passare sul suo guscio e poi il calore espandersi fino a diventare “ardente”. Colta dall’emozione tremava confusa e non capiva nemmeno più dove fosse il sopra o dove il sotto. . . . si sentiva leggera e avrebbe giurato di essere tenuta tra le braccia di una strana creatura. . . . Il nuovo amico aveva un pelo soffice del colore del sole e la portava a vedere panorami meravigliosi dai rami cui si sporgeva. . . .
si ricordava che era tutto molto luminoso bianco e rilucente di piccole scintille. . . si disse ma è una meraviglia stare qui’ chissa’ che duri abbastanza . . . perche’ questo luogo mi piace . . . Duro’ un istante e un dolore lancinante si espanse dal fianco, non capiva che cosa fosse successo e gia’ vedeva i pezzi di se rotolare in un cunicolo umido e buio. . . . Lo sgomento fu grande e la sua rabbia verso quei denti forti e possenti pure. . . . si senti’ tradita . . . . la vita stessa non era nulla di quello che aveva immaginato quando sognava nell’incavo.. . . e la sorpresa era davvero grande . Si chiedeva mille cose. . . . si chiedeva perché passare giorni e giorni in un incavo d’albero per essere fatta a pezzi senza un po’di quella gioia che aveva solo assaporato per un solo breve e fugace istante. . . .si chiedeva perche’ una creatura cosi’ crudele fosse da Dio fornita di un soffice e seducente pelo. . . . si chiedeva perche’ Dio avesse fatto nascere il desiderio di una vita migliore se poi aveva permesso che le fosse stroncata in un istante. . .. . e trovava tutto cio’ profondamente ingiusto!!! Era arrabbiata con la vita e con Dio che aveva permesso tutto questo dolore. Torno’ cosi’ al suo silenzio. . . alla sua disperazione nel buio cunicolo che ora però sussultava spesso. . . . Si addormento’ rassegnata e stremata letteralmente “A PEZZI”. Una nuova cosa di se l’aveva conosciuta. . .prima pensava che si fosse “rotta” avrebbe smesso di esistere, ma con suo stupore non fu cosi’. . . .continuava a percepirsi come una ghianda intera. Guardava i suoi pezzi che rotolavano come mitiche pietre al ritmo di sussulti e rigurgiti. . . eppure era ancora lei ......... UNA GHIANDA. Cosi’, come arrivo’ il buio annunciato dal calore. . . . . cosi’ arrivo’ la luce, assieme al gelo questa volta e a un aria rarefatta. Fu un grande tonfo e il silenzio fu totale,(almeno per un po’). Zzzzzzzzzzzz Cos’è questo rumore? (si disse l’irriconoscibile ghianda) e una voce rispose: E perchè dovrei? Tanto ormai non sono che il ricordo di me. . . e poi sono sola e tu anche se non sei coperta di soffice pelo hai dalla tua che non hai dei denti aguzzi!!! questa è per me una buona cosa. . . ci facciamo un po’ di compagnia? .. . .magari tu che sei ancora intera potresti raccontarmi del mondo e di cio’ che vedi da lassu’. . . . ho sempre desiderato di vedere il mondo da lassu’ e ti invidio davvero,ora io sono qui’ lasciata a terra e non vedo che i fili d’erba parlare tra loro.
Ma come invidi me?(disse la mosca)
Ma guarda che non e’ possibile .. . non sono che una umile mosca Va beh! Io amo la cacca e passo il mio tempo nel cercare di spiegarmi perché Dio ha permesso a me solo di amare una cosa che tutti invece allontanano. . . sai è triste il mio destino. . . amo cio’ che è disprezzato da tutti e non mi è dato di condividere mai la mia “passione”.. . . Ah beh! Non dirlo a me guarda . . . della vita credo di non aver compreso nulla (disse la ghianda) so solo una cosa . . . . lei ti sorprende sempre e mai si avvera ciò che ti aspetti,di questo amica mosca ne sono certa.
Ma no ti sbagli (disse la mosca) io mi aspetto sempre di incontrare un bel po’ di cacca e sai che ti dico? La incontro sempre!!! Dalla mia c’è che ho un olfatto che mi aiuta …..forse nel tuo caso è solo una questione di senso …non so qual è quello che usi per trovare ciò che desideri? A questa domanda proprio non saprei dar risposta !ecco a dir il vero io uso la testa ….ma non credo sia un senso….cioè DERSIDERO e IMMAGINO ma non funziona! Certo che non funziona dev’essere individuato da un senso perché è l’istinto che non si sbaglia mai. . . .per esempio cos’è che desideri?(disse la mosca alla ghianda)
Non so ma sono molto attratta dalle altezze.. .mi piace guardare il sole nascere e morire ,vedere la linea dell’orizzonte e il grande spazio che solo dall’alto si può godere…..ecco se lo dovessi dire è proprio questo che desidero! Però è davvero strano che Dio non ti abbia dato un paio di ali allora . . . . chissà qual è il suo disegno…….. Che vuoi farci forse sono un errore. . .dopo tutto in natura esistono anche gli errori….e magari Dio non è affatto infallibile. . . . Però sai che mi trovo bene a parlare con te mosca? Ma chi ti ha detto che sei fastidiosa? (e la mosca rispose abbassandola testa) Chi non ha mai il tempo per ascoltarmi e sente solo il mio ronzio. . . .
Ah!!! Disse la ghianda,ma non te la prendere mosca. . . da me non si aspettano nemmeno il ronzio e mi addentano solamente :( Sai mosca che mi è venuto sonno? Adesso mi addormento un po’. . . sono davvero stanca e ho un dolore nuovo che avanza perciò se sarò già addormentata forse almeno sentirò un po’ meno dolore. . . . se ti sentirai abbandonata cara amica mosca(quando io sarò addormentata e non più disponibile per te) mi perdonerai ? Certo (rispose la mosca) io ronzerò vicino comunque……sai avessi bisogno di qualcosa “ci sono”so volare in alto ma so amare anche chi come te stà in terra. . . . Cosi’ la ghianda si addormento’ e perse la memoria di se. . . . Dopo giorni apparve una piccolo germoglio proprio nella cacca amata dalla mosca che ora mai lo accudiva quotidianamente. . . e il giorno del soltizio d’estate il germoglio parlo’: Buongiorno (disse sorridendo). . . . buongiorno mio caro (rispose la mosca) Sai sono felice che anche tu sappia parlare con me. . . tempo fa ho perso un amica. . . proprio li dove ora sei tu. . . . Ah si? (Rispose il germoglio alla mosca)ma io non ho intenzione di rimanere qui’! voglio crescere,diventare grande e guardare il sole nascere e morire . . . li’ sulla linea dell’orizzonte!!! Capisco (disse la mosca) capisco molto bene, e adesso capisco anche l’amore per la cacca che ho sempre provato . . . in fondo è lei che ti ha nutrito e io accudito. Il germoglio guardo’ severo la mosca. . . le disse sa signora mosca che non la capisco? E la mosca sorrise…… sapeva bene dell’ingratitudine dei giovani ma si fidava della ghianda…… ed era certa che un giorno sarebbe riapparsa :) June 07 la pianta grassaC’era una volta una pianta grassa era cresciuta in un deserto
dove solo il vento
di tanto in tanto
la andava a trovare.
Costretta fin dalla nascita
a sopportare un torrido sole
senza acqua (o quasi)
mutava pur di sopravvive….
Cambiava tutto quello
che non si dimostrava funzionale
alla sua vita
O chi cercava di bere infliggendo delle ferite più o meno profondee, ma lei aveva sviluppato un sistema complicato di tossine per potersi difendere, così che dopo le prime bevute questi insetti rimanevano disgustati dal suo succo e la abbandonavano cercando altri gustosi cactus . Aveva sviluppato delle spine lunghe per gli abitanti più grandi e spesso la assaliva il terrore delle capre. Un giorno aveva visto una di loro,completa di due spine argute in testa addentare senza fermarsi una pianta vicina. La scena raccapricciante la segno’ decisamente. Si era sentita impotente,sapeva....... che se una capra avesse deciso di divorarla per lei non ci sarebbe comunque stata speranza, ma doveva pur vivere ed era impossibile se non avesse accettato il fatto che ci sono degli eventi nell'ambiente dai quali non ci si può difendere Cosi sviluppo’ un idea sublime. Si disse " se c'è una capra che può decidere su di me ci sarà qualcos' altro che può decidere sulla capra !!!!! e partorì l'idea di Dio. Fu cosi che ritrovo' della serena accettazione.......guardandosi in giro la cosa che più assomigliava all'immagine potente che aveva di dio era il sole, cosi inizio' a parlare con lui lo salutava di mattino
lo pregava di essere clemente a mezzogiorno e alla sera lo salutava con una certa malinconia chiedendosi se il giorno dopo lo avrebbe rivisto cosi' passavano i giorni, tutti uguali , l'unica variante erano gli insetti
quelli erano spesso diversi Alcuni di loro la svegliavano anche nella notte, dopo il tramonto, ma ormai non li temeva più, anzi tra loro c'era chi aveva l'abitudine di procurare del piacevole solletico sulla sua corteccia, tra le spine.........
Una mattina ...........Accadde che il sole era diverso e lei non capiva il perché. Era una pianta egocentrica e si sentiva spesso in colpa percio'......... pensò che dipendesse da lei, si scusava ma il sole non rispondeva, una cosa sconosciuta si era posta tra lei e il suo dio Si muoveva con il vento e ora ce n'erano molte altre in cielo. l'aria si caricava di una strana tensione e anche lei si sentiva come non era mai accaduto. Un tratto come portata dal vento arrivò una goccia e un'altra ancora. Odori mai conosciuti aleggiavano nell’aria ....... era ormai certa di aver fatto qualcosa di terribile ....ma per quanto si sforzasse non riusciva a capire cosa. Il suo Dio era furioso con lei di certo l'aveva abbandonata e al suo posto c'erano quelle strane cose mai viste che la picchiavano senza fermarsi......... Era molto giù ........e ancor di più.......confusa. Si sentiva sbagliata e inadeguata alla vita si diceva che non valeva la pena fare tutta quella fatica per poi essere trattata così senza capirne il motivo poi ...... inizio’ a chiudersi in un ostinato silenzio si diceva “non ho bisogno di nessuno” ,vivrò quello che mi resta e se arriveranno gli insetti a divorarmi li lascerò fare smetterò di produrre tossine così magari tutto finirà presto......... perchè sono stanca stremata dalla fatica........E cosi fece ….. Arrivo’ anche la stagione dell'autunno e il freddo sole,(anche se saliva al cielo) le appariva sempre più distante Un pò le faceva ancora male quell'abbandono.......... ma era una pianta orgogliosa e ostinata. Così arrivò l'inverno con le sue notte fredde.................anche gli insetti non c' erano più e lei era sopravissuta, mal concia, ma viva. Una notte particolarmente fredda .........Si lasciò morire addormentandosi stremata. Si stupiva quando si risvegliava ........un giorno ....un'altro e ancora............ Una strana abitudine si faceva presente. Al tramonto quando il sole andava lontano (lontano da lei) e tutto si tingeva di colori meravigliosi lei sognava un mondo nuovo ........si diceva :"forse il mio Dio ha una casa ed è li' che ritorna tutte le notti" forse fa anche tanta strada per venire a darmi calore Magari anche nell'altro mondo ci sono piante come me che ama ........e deve andare a riscaldarle............... cosi' iniziava a gioire la mattina quando lo vedeva apparire
la sua luce adesso era per lei un “ti amo e sono qui x te”
Cosi si sentiva felice e senza accorgersi sorrideva spesso.
Si stava creando tra le sue fessure una strana ruga che aumentava assieme ai sorrisi ,lei si chiedeva che cosa fosse, " beh se è arrivata dai miei sorrisi non può che essere una bella cosa! " Fu cosi che tutti i giorni si prendeva cura della sua nuova ruga, cercava di darle spazio tra le spine e lei (la ruga) aumentava giorno dopo giorno. C'era un momento tutto speciale nel tramonto che adorava quello in cui appariva il colore “magico” .............era solo un attimo............ e il rosa si trasformava in violetto dando una speciale tonalità ....... per lei era quello il colore dell’amore Una mattina sentì un dolore fortissimo nella ruga, durò pochi istanti prima di rendersi conto che si stava aprendo era in preda al panico pensava " ecco è questo il momento..........adesso morirò......vedrò un altro mondo........il mio dio forse......... lo ritroverò . tramortita dal dolore fisico si abbandono' al suo destino lasciò che tutte le energie andassero dove volevano e perse i sensi . Quando riaprì gli occhi vide prima quel colore speciale e pensò:" è già il tramonto ma come mai fa cosi' caldo"? Cosi' si sforzo ' ancora e con sua meraviglia...... sentì un gran baccano d' ali aprì del tutto gli occhi ed era li’.......davanti a lei .......
tra le pieghe della sua ruga un magnifico fiore dal quale insetti andavano e venivano estasiasti !!! l'unica cosa che seppe dire fu: "strana la vita"!!!! e non smise più di sorridere……per l’ intera stagione........ |
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