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21 March Dolce l'inquieta stenellaC’era un tempo un pontile nell’isola di “cuore leggero”
Spesso passava di lì una famiglia di stenelle. Bhè sapete come sono i delfini … giocano… cacciano e chiacchierano per tutto il tempo .
Quello che ignorate è che i figli dei delfini pur avendo una mamma sola hanno come papà tutti i maschi del branco. Dolce era una giovane delfina chiacchierava spesso con il suo sonar e si divertiva a curiosare i fondali dove trovava innumerevoli abitanti del mare…….
dai luoghi sempre colorati spuntavano spugne
e improbabili creature…….
Tutto ciò affascinava Dolce ma aveva dentro la sua inquietudine… e a lei di essere figlia di tutti proprio non andava. voleva appartenere......
Per sfuggire alla sua segreta pena faceva un gioco tutti i giorni…… Scendeva in profondità è spesso vedeva il fondo…….
rimaneva lì a farsi riempire dalla pressione per poi risalire velocemente.
Voi bambini non fatelo …..a meno che non abbiate le branchie … ovvio…. Allora vi descrivo la sensazione che ha un delfino mentre si libera della pressione e raggiunge la superficie ???
Ma si dai!! Per iniziare……. quando è sotto punta la luce……
poi sinuoso muove la schiena e da dei poderosi colpi di coda…… a volte succede che chiude gli occhi e ascolta “tutto” ma proprio tutto……. dalla temperatura dell’acqua che cambia grado e si riscalda mano a mano che risale….. ai suoni che gli ritornano….e al suo cuore che pompa. Quando è agli ultimi metri e l’acqua è ormai calda … lei apre gli occhi e rimane come abbagliata ……..esce con un balzo
ed è allora che vede … i due mondi toccarsi … lì in fondo ...... specchiarsi l’uno nell’altro.
È certo una visione divina !!! pensa tra se ….e sente che è lì in quell’ attimo........ che ciò che gli manca è a un passo da lei…… Così riprende a nuotare velocemente …si sente felice!
E’ così che Incontra la scia di una vela ….
non di rado si ritrova all’isola di “cuore leggero”
dove in un pontile
ma questa è un’altra storia……
adesso è tempo di gioia!!!
11 March tre x chiaraall'inizio era.... il sole
stella tra le stelle la luna diffidente si avvicinò cauta
fin dove la sua forza poteva e fu fuoco,gas e i colori ... ma i soli si sa vogliono tutto e cambiano qualsiasi cosa con la loro digestione fu così che la gravida luna giunto il tempo venne respinta... si allontanò e partorì .la nuova nata
guardava il padre ne era attratta.... lo voleva incontrare fu cosi che si mise a scalpitare... la madre si oppose ricordando il dolore.... non la lascio per un attimo, girando attorno a lei
ne definì la posizione
...il calore..... ora gira
... racconta favole....e si cambia d'abito .....
solo per lei..Accade che a volte....ringrazia il sole
per quello che riceve nonostante lui....e ricorda nostalgica... il calore....ma ora ha un motivo per restare nello spazio defito a girare
![]() 06 March ritrovando la cacciatrice di lucciole
Ritrovando la cacciatrice
Un tempo nel lontano 1975 c’erà uno spazio ancora verde vicino a casa mia…..d’estate si popolava di lumi leggeri Lo facevo le sere d’estate quando il giorno è lungo e non vai più a scuola ….. il mio…. proibito….. Uscivo dalla camera attraverso la finestra e scivolavo nell’oscurità della notte
salutando le lumache appese al muretto… aspettavo le lucertole per scaldalsi al sole…......
dove conoscevo tutte le posizioni dei sassi…per non inciampare….. e rincorrevo esitanti farfalle
mi preparavo per la sera….. armata del mio barattolo di vetro con il tappo forato….. e la sera sempre arrivava Quando ero nell’erba alta avevo un rito ….
Lucciola lucciola vien da me che ti do il pan del re Lucciola lucciola vieni vicina che ti do il pane della regina…….. e la caccia aveva inizio….. alta quando la luna era nel cielo
e vicino all’angolo del tetto, sapevo che era tempo di rientrare… controllavo il mio barattolo e le mie prede Poi guardavo le mie sorelle stelle…. E aprivo il barattolo ……. dedicandogli quella luce!!! Salutavo le amiche lucciole loro perdono per averle importunate In fondo……era il modo più gioiso che avevo
04 March lla città di "aspetta"
C’era una volta un archeologo in cerca del suo sognato tesoro…
Vagava di deserto in deserto in cerca della magica citta’ di “aspetta” un giorno nel suo pellegrinare incontro un sito dove sembrava potesse cercare… e fu cosi’ che inizio’ la nostra storia … Accadde con un suono di chitarra suonata magicamente… con il sole che emanava calore attraverso la grigia sabbia, e con uno scorpione solo che ogni tanto ascoltava…… Dovete sapere che lo scorpione
lo fa per molti motivi…si protegge dal sole troppo forte per lui…… lo fa per nascondersi dai suoi predatori… lo fa perche’ non è raro che si misuri prezioso ma soprattutto per la sua grande responsabilita’…… ovvero.......il suo veleno…
il cercatore era armato di tutto punto e non improvvisava nulla …da tempo aveva affinato diverse tecniche per la ricerca… lui però sapeva dei deserti… e sapeva essere molto delicato con il carapace di certi animali…
fu cosi' che il nostro scorpione usci una notte… sedotto da una voce sussurrata… e li si godette la luce della luna .… ne era estasiato e diceva .....non ti avvicinare troppo…ho paura… Dimmi se li sotto c’e’ la città Ma no rispose lo scorpione ci sono solo io… Io abito “aspetta” ma la città non c’e’…e non e’ un enigma… Se vuoi portami con te....avrai la tua citta’……e fu cosi’ che si offri’. Ma l’archeologo si sa vuole le pietre… vuole cose che rimangono nel tempo e non sa che farsene di uno scorpione che abita “aspetta”…lui vuole tutta la citta’. Cosi’ dopo essersi sentito respinto lo scorpione ritornò a scavare … e ando’ a vivere ancora ad “aspetta”… facendo attenzione di non toccare nessuno con il suo terribile pungiglione…
Immaginava che avrebbe provato dolore…ma non fu cosi’… arrivo’ nella sua tana e si accoccolo’ a ricordare il suono della voce e ascoltando musica ricordava il calore provato… pote’ bere la sua acqua salata perche’ adesso aveva sete....... ora ci vedeva chiaro finalmente!!
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